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Presentazione moduli

PROJECT WORK-LABORATORIO DI GRUPPO

Coordinatore: Ing. Sergio Benetti

Il Project Work è il laboratorio che attraversa l'intero Master e ne costituisce il principale banco di prova applicativo: coordinato dal Dott. Sergio Benetti, chiede ai partecipanti di sviluppare, in gruppi di lavoro, un progetto di procurement concreto nel quale mettere in pratica le conoscenze e i contenuti didattici acquisiti lungo il percorso. La scelta del lavoro di gruppo non è casuale, perché è proprio dal confronto e dallo scambio fattivo di conoscenze ed esperienze fra i componenti che ci si attende una crescita di valore, capace di arricchire il bagaglio di ciascuno. L'attività non resta un esercizio interno all'aula: i progetti sono pensati per produrre un risultato potenzialmente utile all'intera comunità del procurement pubblico, e i temi sviluppati nel gruppo costituiscono la base su cui ogni partecipante costruisce poi la propria tesi individuale. Sul piano dei contenuti, il laboratorio inquadra anzitutto la definizione e l'ambito del procurement e le fasi del suo processo (preparatoria, di gara ed esecutiva) per poi concentrarsi sugli elementi fondanti della fase preparatoria, vero cuore dell'esperienza. Si lavora così sulla definizione del bisogno a valenza pubblica da soddisfare, sull'identificazione degli stakeholder e degli obiettivi, sulla definizione delle specifiche e dei requisiti tecnici, funzionali, manageriali e legali, sull'analisi di mercato e sulla valutazione make-or-buy, fino alla strutturazione delle attività e del parco fornitori e alla costruzione del procurement plan; a questi temi si affiancano l'analisi e la gestione dei rischi, la circolazione delle informazioni dentro e fuori la stazione appaltante, l'impatto socio-economico degli appalti e la sostenibilità delle soluzioni proposte. L'impianto metodologico muove da una constatazione concreta: la creazione di valore nell'uso della spesa pubblica richiede una preparazione accurata e puntuale di tutti gli elementi che qualificano l'azione di procurement, una preparazione che nella pratica delle amministrazioni risulta spesso carente, casuale o del tutto assente. Il Project Work propone perciò un vero e proprio "dry-run" di buone pratiche: una simulazione guidata della fase preparatoria che consente di costruire una solida base di conoscenza e di limitare i rischi delle fasi successive, di gara ed esecutiva. Ogni gruppo approfondisce gli elementi e le scelte più adatti a risolvere i problemi posti dall'argomento prescelto, così da garantire al termine del processo la creazione del valore atteso, riportando con regolarità struttura e avanzamenti del lavoro al coordinatore. La valutazione finale tiene insieme le due dimensioni dell'esperienza, attribuendo un peso del quaranta per cento allo sviluppo del progetto di gruppo e del sessanta per cento alla tesi individuale che ne approfondisce i temi, secondo griglie definite nell'ambito del laboratorio stesso. Distribuito su tutto l'anno e svolto in parallelo ai moduli, il Project Work funge da filo conduttore che lega teoria e pratica e dà concretezza all'intero percorso, traducendo gli insegnamenti dei singoli moduli in un'unica esperienza progettuale.

MOD. 1: TEAM BUILDING E NEGOZIAZIONE

Docente: Dott. Paolo Augugliaro

Negoziare un contratto significa molto più che discutere un prezzo: vuol dire governare condizioni di fornitura, tempi di consegna, modalità di pagamento e, soprattutto, la relazione con la controparte. È un'attività tutt'altro che semplice, attraversata da un dilemma che chiunque abbia trattato un accordo ha sperimentato almeno una volta: conviene mostrarsi intransigenti o condiscendenti, scoprire le proprie carte o lasciar parlare l'altro, spingersi fino in fondo nelle richieste o fermarsi prima? Questo modulo, con cui si apre il percorso, prende sul serio quelle domande e prova a fornire risposte fondate, trattando la negoziazione non come dote innata ma come competenza che si può apprendere, allenare e affinare. Sul piano dei contenuti, il corso accompagna i partecipanti lungo le due grandi famiglie negoziali: la negoziazione integrativa, di tipo win-win, nella celebre impostazione di Fisher e Ury, e quella distributiva, in cui il valore in gioco è percepito come fisso. Attorno a questi due poli si collocano gli strumenti che rendono la trattativa governabile, a partire dalla valutazione della propria BATNA (la migliore alternativa a un accordo negoziato) e dall'analisi del fornitore e della categoria d'acquisto attraverso la matrice di Kraljic, fino al riconoscimento delle cosiddette tattiche sleali e alla messa a punto delle relative contromisure. L'obiettivo formativo è duplice. Da un lato si tratta di costruire una solida conoscenza delle strategie negoziali e, soprattutto, la capacità concreta di utilizzarle nelle diverse situazioni; dall'altro di portare ciascun partecipante a riconoscere i diversi stili di negoziazione e a diagnosticare quello che mette naturalmente in atto, così da poterlo modulare con consapevolezza. In questo senso il modulo funge da cerniera con il resto del Master, perché invita a collegare le proprie modalità relazionali e comunicative alla scelta della strategia negoziale di volta in volta più efficace, e a sperimentarne in modo selettivo l'impiego per raggiungere gli obiettivi prefissati. Coerentemente con queste finalità, la metodologia è dichiaratamente esperienziale: l'aula diventa un vero e proprio laboratorio in cui i partecipanti mettono alla prova i propri comportamenti e le proprie tecniche. Il corso è costruito attorno a numerose esercitazioni pratiche, nelle quali ciascuno ha l'opportunità di provare a convincere un interlocutore o a mediare fra posizioni contrapposte cercando di ottenere il massimo vantaggio possibile, per poi rileggere criticamente l'esperienza alla luce dei modelli teorici. Anche la collocazione del modulo all'avvio del percorso e in sedi residenziali risponde a una logica di team building, perché favorisce la costruzione del gruppo classe che lavorerà insieme per l'intero anno. La verifica finale è affidata a un questionario a risposta multipla che sonda tre aree: la capacità di impostare una strategia negoziale adeguata alla situazione, quella di condurre la trattativa in coerenza con la strategia scelta e quella di riconoscere e neutralizzare le tattiche sleali. Ne esce un modulo che fornisce, fin dalle prime settimane, un linguaggio e un metodo comuni: competenze trasversali, relazionali, comunicative e negoziali, che ritorneranno, applicate, in tutti i moduli successivi dedicati agli acquisti pubblici e privati.

MOD. 2A: NORMATIVA PER IL PROCUREMENT

Docente: Avv. Enrico Di Ienno

Questo modulo costituisce la spina dorsale giuridica dell'intero percorso e accompagna i partecipanti dentro il sistema normativo dei contratti pubblici seguendo il filo conduttore più concreto possibile: lo svolgimento di una tipica procedura di gara, dall'inizio fino all'aggiudicazione. Dopo i necessari richiami all'architettura della disciplina e una ricognizione dei principali attori, pubblici e privati, l'attenzione si concentra sulle vicende che portano ad assegnare la commessa secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, esaminando composizione e modalità operative della commissione giudicatrice, posizioni e requisiti dei concorrenti, istituti come l'avvalimento e il soccorso istruttorio, la valutazione delle offerte tecniche ed economiche e la verifica della loro congruità, fino all'aggiudicazione definitiva, alle comunicazioni conseguenti e ai relativi profili processuali. Sul piano degli argomenti, il corso parte dall'inquadramento del nuovo Codice dei contratti pubblici, dalla sua struttura e dall'impatto concreto dei nuovi principi generali sui rapporti fra istituti consolidati e novità. Prosegue con le attività preparatorie e gli atti della procedura, sopra e sotto soglia, dedicando un focus specifico ai documenti che danno forma alla gara (il bando, il disciplinare e il capitolato) e alle cause di esclusione con il connesso meccanismo del soccorso istruttorio. Una parte centrale è riservata agli attori del procedimento.  Sul versante pubblico le amministrazioni aggiudicatrici, gli enti aggiudicatori e gli altri soggetti; sul versante privato i raggruppamenti temporanei d'impresa, i consorzi e le reti, con il tema cruciale del possesso dei requisiti di carattere generale e speciale e, di nuovo, dell'avvalimento. Si analizzano poi l'attività della commissione giudicatrice nella valutazione delle offerte tecnico-qualitative ed economiche, l'applicazione dei criteri e le delicate questioni della fase valutativa, compresa la rilevazione delle offerte anomale e il sub-procedimento di verifica, per chiudere con l'aggiudicazione provvisoria e definitiva, le comunicazioni, l'accesso agli atti e i profili processuali. L'obiettivo formativo è mettere i partecipanti in condizione di padroneggiare il quadro regolatorio aggiornato e di muoversi con sicurezza lungo l'intero iter di gara, riconoscendo in ciascun passaggio gli adempimenti dovuti, i margini di discrezionalità e i rischi di contenzioso, così da saper leggere e impostare correttamente gli atti di una procedura. È una competenza decisiva nel contesto disegnato dal nuovo Codice, che riserva alle sole stazioni appaltanti qualificate la possibilità di gestire affidamenti di importo rilevante e fa della presenza di professionalità competenti uno dei requisiti della qualificazione stessa. La metodologia adottata è quella della lezione frontale interattiva. L’esposizione sistematica degli istituti si accompagna costantemente al dialogo con l'aula, al confronto su casi e all'analisi del dato giurisprudenziale, in modo da tradurre la norma in problemi concreti di gestione. Questa impostazione consente di collegare immediatamente la teoria all'esperienza professionale dei partecipanti, molti dei quali già operano in amministrazioni o imprese che con le procedure di gara si confrontano quotidianamente. Il modulo getta così le fondamenta giuridiche su cui poggeranno i successivi approfondimenti dedicati all'organizzazione delle stazioni appaltanti, alla gestione del contratto e alle forme particolari di affidamento.

MOD. 2B: INDICI DI BILANCIO

Docente: Prof. Emiliano Di Carlo

Il modulo affianca la dimensione giuridica con quella economico-aziendale e ha per oggetto la lettura e l'analisi del bilancio delle imprese e dei gruppi, di piccole, medie e grandi dimensioni. La premessa, semplice e impegnativa al tempo stesso, è che chi si occupa di acquisti non possa prescindere dalla capacità di interpretare i numeri di un'azienda: comprendere il bilancio di un fornitore, valutarne la solidità e coglierne la capacità di creare valore è parte integrante del mestiere del responsabile del procurement, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico. Su questo presupposto il corso costruisce un percorso che parte dalla comprensione dell'azienda come condizione per interpretarne il bilancio e arriva a leggere, con cognizione di causa, i principali documenti che la rappresentano. Gli argomenti si sviluppano lungo due grandi direttrici. La prima riguarda la lettura dell'azienda e della sua capacità di generare valore (economico, ma anche sociale e ambientale) attraverso il bilancio, con un'attenzione esplicita al ruolo che il responsabile acquisti gioca in questa creazione di valore; in questa parte si chiarisce che cos'è il bilancio d'esercizio, a che cosa serve, che cosa dice e, altrettanto importante, che cosa non dice, e si illustrano i diversi cicli della gestione (economico, finanziario, monetario e tecnico) con il gioco di costi, ricavi, debiti e crediti commerciali. La seconda direttrice è dedicata all'acquisizione del linguaggio economico-finanziario, muovendo dall'attività dell'impresa intesa come insieme di processi e combinazioni produttive fino al bilancio. Si segue il circuito della produzione, dall'acquisto dei fattori produttivi alla vendita dei prodotti, e si impara a leggere lo stato patrimoniale, il conto economico e il rendiconto finanziario, comprendendo il significato dell'autofinanziamento, di grandezze come l'EBIT e l'EBITDA e del flusso di cassa prodotto dalla gestione. L'obiettivo formativo è chiaramente orientato al procurement, mettere a fuoco quale sia l'impatto dell'attività di acquisto sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell'impresa, così che i partecipanti imparino a riconoscere come le decisioni di spesa si riflettano sui margini, sulla liquidità e sull'equilibrio complessivo dell'azienda. È una prospettiva che restituisce alla funzione acquisti il suo peso strategico, mostrando in termini quantitativi perché gestire bene gli approvvigionamenti significhi contribuire direttamente alla performance economica dell'organizzazione. Coerentemente con la natura del Master, rivolto in larga parte a professionisti già inseriti nel mondo del lavoro, la metodologia è quella della lezione frontale interattiva, in cui la spiegazione dei concetti contabili si intreccia con il confronto e con esempi tratti da bilanci reali. Questa impostazione facilita l'apprendimento anche per chi non proviene da una formazione economica, traducendo nozioni tecniche in strumenti immediatamente utilizzabili. Il modulo fornisce in questo modo la grammatica economico-finanziaria che attraversa, in filigrana, molti dei corsi successivi, dalla valutazione delle strategie d'acquisto fino alla strutturazione finanziaria delle operazioni di partenariato pubblico-privato.

MOD.3: APPROVVIGIONAMENTI NELL'IMPRESA

Docente: Prof. Luca Gnan

Il modulo analizza la funzione acquisti adottando la prospettiva dell’impresa e collocandola all’interno delle più ampie scelte di strategia, cambiamento e progettazione organizzativa. L’obiettivo è superare una rappresentazione prevalentemente amministrativa degli acquisti, limitata alla gestione degli ordini, delle procedure e delle singole transazioni, per evidenziarne il contributo alla costruzione del vantaggio competitivo, alla sostenibilità economica dell’impresa, alla gestione delle relazioni interorganizzative e alla capacità di innovazione. Nelle organizzazioni contemporanee, soprattutto in quelle di medie e grandi dimensioni, una parte significativa delle risorse economiche transita attraverso l’acquisto di materiali, componenti, servizi, tecnologie e competenze esterne. Le decisioni assunte nell’ambito degli approvvigionamenti incidono pertanto non soltanto sui costi, ma anche sulla qualità dei prodotti e dei servizi, sulla continuità delle attività operative, sulla flessibilità produttiva, sulla capacità di risposta al mercato e sulla possibilità di accedere alle conoscenze e alle capacità innovative dei fornitori. La funzione acquisti viene quindi presentata come una componente essenziale del sistema strategico e organizzativo dell’impresa. Essa non si limita a eseguire decisioni formulate altrove, ma contribuisce all’analisi del contesto competitivo, alla valutazione delle alternative disponibili, alla definizione delle politiche di approvvigionamento e alla costruzione di relazioni con fornitori e partner esterni. Il percorso formativo si articola in tre prospettive strettamente integrate: la dimensione strategica della funzione acquisti, il cambiamento del suo ruolo all’interno delle reti di fornitura e la progettazione della sua configurazione organizzativa. La prima parte del modulo approfondisce il rapporto tra strategia competitiva e decisioni di approvvigionamento. I partecipanti sono accompagnati nella lettura del contesto competitivo e nell’analisi delle relazioni esistenti tra mercati serviti, sistemi di prodotto, tecnologie utilizzate, competenze distintive e fonti esterne di approvvigionamento. L’analisi prende avvio dal concetto di Area Strategica d’Affari, intesa come una specifica combinazione di mercato, prodotto e tecnologia, caratterizzata da comportamenti relativamente omogenei di acquisto o di consumo e da un contributo autonomo alla sostenibilità economico-finanziaria dell’organizzazione. La matrice di Abell viene utilizzata per identificare e rappresentare le principali dimensioni attraverso cui può essere definito il campo competitivo dell’impresa: le caratteristiche della clientela, i bisogni soddisfatti o le funzioni d’uso e le tecnologie incorporate nei prodotti e nei servizi. L’impiego di questo strumento consente di comprendere in che modo la delimitazione del mercato e la scelta delle combinazioni prodotto, cliente e tecnologia influenzino le decisioni relative ai fornitori e alle risorse da acquisire all’esterno. La matrice di portafoglio delle Aree Strategiche d’Affari consente invece di valutare la posizione relativa delle diverse attività dell’impresa, considerando il loro tasso di crescita, la loro importanza competitiva e il contributo che ciascuna può offrire all’equilibrio complessivo dell’organizzazione. Questa lettura permette di distinguere le attività che richiedono investimenti e sviluppo da quelle maggiormente consolidate e generatrici di risorse, collegando tali differenze alle priorità della funzione acquisti. Il modulo affronta quindi il modello della formula imprenditoriale o competitiva, che mette in relazione il mercato obiettivo, il sistema di prodotto e la struttura aziendale. Il modello permette di comprendere come i fattori critici di successo presenti nel mercato debbano trovare corrispondenza nei vantaggi competitivi incorporati nell’offerta e nelle competenze distintive possedute dall’organizzazione. In tale prospettiva, le scelte di approvvigionamento non possono essere considerate separatamente dalla strategia complessiva dell’impresa. Le caratteristiche delle tecnologie, dei materiali, dei servizi e delle competenze acquistate contribuiscono direttamente alla definizione del sistema di prodotto e alla capacità dell’impresa di rispondere alle attese del mercato. Sono inoltre esaminate le principali strategie competitive, con particolare riferimento alla differenziazione e alla leadership di costo. Una strategia di differenziazione richiede fornitori capaci di contribuire alla qualità, all’innovazione, all’affidabilità e alla personalizzazione dell’offerta. Una strategia di leadership di costo richiede, invece, un’attenta gestione dei volumi, delle economie di scala, dell’efficienza dei processi, delle condizioni negoziali e del costo complessivo delle forniture. In entrambi i casi, la funzione acquisti è chiamata a tradurre gli orientamenti strategici dell’impresa in politiche coerenti di selezione, valutazione, sviluppo e gestione dei fornitori. La convenienza di una fornitura non viene quindi letta esclusivamente in termini di prezzo, ma attraverso una valutazione più ampia che considera qualità, tempi, affidabilità, capacità innovativa, rischi, costi logistici e contributo del fornitore agli obiettivi aziendali. L’analisi del contesto competitivo allargato permette di approfondire la posizione dei fornitori, degli acquirenti, dei concorrenti, dei potenziali nuovi entranti e dei produttori di beni o servizi sostitutivi. Particolare attenzione è dedicata al potere contrattuale dei fornitori e degli acquirenti, alle barriere all’entrata, alla disponibilità di alternative e alle condizioni che rendono una relazione di fornitura più o meno critica per l’impresa. Tali elementi consentono di distinguere gli acquisti prevalentemente operativi dalle forniture che richiedono un presidio strategico e relazionale più intenso. La rilevanza di una fornitura dipende infatti non soltanto dal suo valore economico, ma anche dalla sostituibilità del fornitore, dalla specificità delle risorse acquistate, dal rischio di interruzione e dal contributo della fornitura al vantaggio competitivo dell’impresa. La seconda parte del modulo riguarda il cambiamento del ruolo degli acquisti e il passaggio da una rappresentazione lineare della catena di approvvigionamento a una prospettiva fondata sulle reti di fornitura. La crescente specializzazione delle imprese, la diffusione dell’esternalizzazione e la distribuzione delle attività produttive tra più organizzazioni hanno progressivamente trasformato la competizione tra singole imprese in una competizione tra sistemi e reti di imprese. La rete di fornitura viene pertanto analizzata come un insieme di relazioni interdipendenti attraverso le quali più organizzazioni partecipano alla progettazione, alla produzione, alla distribuzione e al supporto di prodotti e servizi. Il concetto di Supply Chain Management viene interpretato non soltanto come coordinamento dei flussi fisici e informativi, ma come sforzo collaborativo finalizzato alla produzione di valore e alla costruzione di un vantaggio competitivo condiviso. L’attività di riduzione dei costi, pur rimanendo importante, non è considerata sufficiente a garantire la competitività dell’impresa. La funzione acquisti deve contribuire alla generazione di valore attraverso l’individuazione di nuove soluzioni, la collaborazione con i fornitori, la condivisione delle conoscenze e la promozione di miglioramenti che possono riguardare prodotti, processi, tecnologie e modalità di servizio. Il modulo chiarisce, al tempo stesso, che non ogni rapporto di acquisto richiede il medesimo livello di integrazione. Le forniture standard, caratterizzate da limitata complessità, ridotta rilevanza economica e ampia disponibilità di alternative, possono essere gestite prevalentemente attraverso strumenti transazionali. Gli acquisti strategici, personalizzati o tecnologicamente complessi richiedono invece lo sviluppo di collaborazioni più profonde con i fornitori. In tali situazioni assumono particolare importanza la condivisione delle informazioni, la progettazione congiunta, il miglioramento continuo, la gestione dei rischi e la costruzione di relazioni fondate sulla fiducia, sulla reciproca affidabilità e sulla capacità di perseguire obiettivi comuni. Il passaggio verso una funzione acquisti maggiormente strategica comporta un cambiamento culturale e organizzativo. Per questa ragione, il modulo approfondisce il ruolo della cultura organizzativa, intesa come insieme di valori, norme, credenze e convinzioni condivise che orientano i comportamenti, le relazioni e i processi decisionali. La cultura organizzativa può favorire la collaborazione tra funzioni e tra imprese, sostenendo la condivisione delle informazioni e l’apprendimento reciproco. Può tuttavia anche ostacolare il cambiamento, soprattutto quando prevalgono orientamenti rigidamente funzionali, comportamenti difensivi, scarsa fiducia e una rappresentazione del fornitore come controparte esclusivamente antagonista. Sono quindi analizzate le fonti della resistenza al cambiamento e le modalità attraverso cui il nuovo ruolo degli acquisti può essere introdotto e consolidato. Il modello di cambiamento organizzativo distingue le fasi di preparazione, implementazione e stabilizzazione. La fase iniziale richiede la costruzione della consapevolezza circa la necessità del cambiamento e il coinvolgimento delle persone interessate nella sua progettazione. La partecipazione al disegno del cambiamento riduce l’incertezza, aumenta la comprensione delle finalità perseguite e favorisce l’assunzione di responsabilità da parte degli attori coinvolti. L’implementazione richiede una sponsorizzazione continua da parte del vertice aziendale, una comunicazione costante, la definizione dei comportamenti attesi, l’allineamento dei sistemi di valutazione e ricompensa, lo sviluppo delle competenze e la realizzazione di iniziative formative specifiche. Il cambiamento deve essere sostenuto anche attraverso la coerenza dei comportamenti manageriali. Le persone devono poter riconoscere, nelle decisioni e nelle azioni dei responsabili, una concreta corrispondenza tra gli obiettivi dichiarati e le pratiche effettivamente adottate. La fase di stabilizzazione richiede, infine, il riconoscimento dei risultati raggiunti e l’incorporazione delle nuove pratiche nei sistemi, nelle responsabilità e nelle routine dell’organizzazione. La celebrazione dei risultati assume una funzione non soltanto simbolica, ma anche organizzativa, poiché contribuisce a rendere visibile il valore del cambiamento e a consolidarne la legittimazione interna. La terza parte del modulo è dedicata alla progettazione strategico-organizzativa della funzione acquisti. Il principio di fondo è che non esiste una configurazione organizzativa universalmente valida. La struttura della funzione deve essere progettata secondo un approccio contingente, tenendo conto della strategia aziendale, delle caratteristiche del contesto competitivo, della dimensione e della complessità dell’impresa, della natura degli acquisti, delle tecnologie utilizzate e delle competenze disponibili. La progettazione organizzativa viene presentata come un sistema di scelte riguardanti la specializzazione dei compiti e il coordinamento delle attività. Essa comprende la definizione della macrostruttura, delle unità organizzative, delle posizioni individuali, dei rapporti gerarchici e dei collegamenti orizzontali. Comprende inoltre la progettazione dei sistemi operativi di pianificazione, programmazione e controllo, gestione delle risorse umane e circolazione delle informazioni. La struttura formale e i sistemi operativi devono essere reciprocamente coerenti e devono sostenere il contributo strategico richiesto alla funzione acquisti. Il modulo illustra le principali strutture organizzative di base, elementare, funzionale e divisionale, evidenziandone le condizioni di applicabilità, i vantaggi e i limiti. La struttura elementare è tipica delle imprese di minori dimensioni e delle combinazioni produttive relativamente semplici. Essa si caratterizza per un elevato accentramento delle decisioni, una limitata formalizzazione e un coordinamento prevalentemente affidato alla supervisione diretta dell’imprenditore o del vertice aziendale. La struttura funzionale favorisce la specializzazione, le economie di scala, l’apprendimento professionale e l’efficienza nell’impiego delle risorse. Può tuttavia generare difficoltà di comunicazione e coordinamento tra le diverse funzioni, soprattutto quando gli obiettivi e gli orientamenti professionali delle unità aziendali risultano differenziati. La struttura divisionale consente una maggiore focalizzazione sui prodotti, sui mercati o sulle Aree Strategiche d’Affari e attribuisce alle singole divisioni una più ampia responsabilità sui risultati. Essa può tuttavia determinare duplicazioni, costi organizzativi più elevati e un maggiore fabbisogno di coordinamento tra le diverse unità. La scelta tra struttura funzionale e divisionale dipende dal grado di omogeneità delle attività, dalle economie di scala potenzialmente conseguibili, dalla necessità di disporre di competenze specialistiche e dall’intensità delle interdipendenze tra le funzioni. Con riferimento specifico all’unità acquisti, vengono esaminate diverse possibilità di specializzazione. Nelle imprese nelle quali alcune categorie merceologiche assumono una particolare rilevanza strategica, può essere opportuno attribuirne la responsabilità a figure specializzate, come i responsabili di categoria. Tali figure sono chiamate a valutare i costi, la qualità e i sistemi produttivi dei fornitori, a gestire le relazioni nell’ambito di gruppi di progettazione congiunta, a promuovere il miglioramento delle prestazioni e a favorire il collegamento tra gli acquisti operativi e le politiche strategiche di approvvigionamento. Nelle organizzazioni che operano per progetti o commesse complesse può invece risultare necessario introdurre coordinatori degli acquisti responsabili dell’intero fabbisogno riferito a uno specifico progetto. Queste figure devono possedere competenze trasversali e capacità di integrazione, poiché sono chiamate a coordinare acquisti caratterizzati da tecnologie, tempi, vincoli e interlocutori differenti. Particolare attenzione è riservata alla collocazione della funzione acquisti nell’architettura aziendale e ai suoi rapporti con le altre unità. La qualità delle decisioni di acquisto dipende dalla collaborazione con le attività operative, la produzione, la logistica, la progettazione, la ricerca e sviluppo, il marketing, le vendite e la finanza. Una parte rilevante del valore e del costo di una fornitura viene determinata nelle fasi iniziali del processo, quando il fabbisogno viene identificato e tradotto in specifiche tecniche e funzionali. Il coinvolgimento tempestivo della funzione acquisti permette di utilizzare più efficacemente le conoscenze disponibili nel mercato di fornitura e di prevenire decisioni tecniche che possano limitare eccessivamente le alternative disponibili. Il posizionamento della funzione acquisti deve pertanto favorire il suo coinvolgimento nei processi di formulazione della strategia e nelle decisioni che riguardano prodotti, tecnologie e configurazione dei processi operativi. Una collocazione eccessivamente periferica rischia di ridurre gli acquisti a una funzione esecutiva, chiamata a intervenire quando le principali decisioni sono già state assunte. Il modulo esamina infine le decisioni di accentramento e decentramento nelle imprese articolate in più aree di attività. Una struttura centralizzata può aumentare la forza contrattuale, favorire la specializzazione dei responsabili degli acquisti, uniformare politiche e procedure, coordinare la gestione dei fornitori comuni e ridurre le duplicazioni. Può inoltre rafforzare il posizionamento interno della funzione, avvicinandola ai centri nei quali vengono assunte le principali decisioni strategiche. La centralizzazione può tuttavia determinare una maggiore distanza dai clienti interni, una minore flessibilità e una limitata capacità di rispondere alle esigenze specifiche delle singole unità di attività. Una struttura decentrata può garantire maggiore prossimità ai clienti interni, tempestività decisionale e aderenza alle esigenze specifiche dei diversi mercati, prodotti o stabilimenti. Può tuttavia ridurre la possibilità di sfruttare economie di scala e creare duplicazioni nelle attività, nelle competenze e nei rapporti con i fornitori. Le configurazioni ibride combinano unità centrali e unità periferiche. Alle strutture centrali vengono affidate le politiche generali, il coordinamento delle categorie comuni, il controllo delle prestazioni e le attività a maggiore valore strategico. Alle unità periferiche vengono attribuite le attività operative e la gestione delle esigenze specifiche delle diverse aree aziendali. Le decisioni di accentramento e decentramento vengono ricondotte a due variabili principali: il grado di omogeneità degli acquisti tra le diverse Aree Strategiche d’Affari e l’orientamento competitivo dell’impresa verso la leadership di costo o la differenziazione. Quando gli acquisti sono omogenei e la strategia è orientata al contenimento dei costi, la centralizzazione consente di sfruttare economie di scala, consolidare i fabbisogni e aumentare il potere contrattuale. Quando le forniture sono specifiche e la strategia richiede differenziazione, il decentramento può favorire una maggiore focalizzazione sulle esigenze del singolo mercato, prodotto o cliente. Tra queste soluzioni si collocano configurazioni ibride, meccanismi di coordinamento centrale, centri di competenza e sistemi di condivisione delle pratiche più efficaci. La scelta non deve quindi essere interpretata come una contrapposizione rigida tra accentramento e decentramento, ma come una decisione di progettazione relativa alla distribuzione delle diverse responsabilità. L’obiettivo formativo complessivo è sviluppare nei partecipanti la capacità di interpretare la funzione acquisti come parte integrante del sistema strategico e organizzativo dell’impresa. Al termine del modulo, i partecipanti sono chiamati a saper leggere il contesto competitivo, collegare le politiche di approvvigionamento alla strategia aziendale, distinguere tra relazioni di fornitura transazionali e strategiche, comprendere le implicazioni organizzative delle reti di fornitura, governare i processi di cambiamento e valutare le alternative di progettazione della funzione acquisti. La metodologia didattica alterna l’inquadramento concettuale, l’utilizzo di modelli e strumenti manageriali, la discussione di casi aziendali e il confronto con le esperienze professionali dei partecipanti. I casi consentono di applicare i concetti a situazioni nelle quali è necessario interpretare il contesto, formulare alternative, valutare i vantaggi e le criticità delle diverse soluzioni e motivare le decisioni strategiche e organizzative proposte. Per i partecipanti provenienti dal settore privato, il modulo offre una sistematizzazione delle esperienze maturate nella gestione degli acquisti e delle relazioni di fornitura. Per coloro che operano nel settore pubblico, permette di comprendere le logiche strategiche, economiche e organizzative degli operatori con i quali le amministrazioni interagiscono nelle procedure di gara e nell’esecuzione dei contratti. Il modulo integra, in questo modo, la prospettiva pubblicistica del Master con quella dell’impresa, offrendo una lettura più completa delle relazioni tra amministrazioni, mercati e fornitori.

MOD. 4: LA GESTIONE DELLE PROCEDURE COME "PROGETTO": IL PROJECT MANAGEMENT DEGLI ACQUISTI

Docente: Ing. Gianluca Bandiera

Il modulo introduce una chiave di lettura che attraversa l'intero Master: trattare ogni procedura di approvvigionamento — e non solo — come un progetto, nell'accezione anglosassone del project management. Un appalto, come un qualsiasi progetto, è un insieme di processi finalizzati al raggiungimento di un obiettivo, che richiede il coordinamento di numerosi stakeholder e il rispetto simultaneo di tre vincoli fondamentali: tempi, costi e qualità. Adottare questa prospettiva significa dotarsi di un metodo per governare la complessità, anticipare i problemi e tenere sotto controllo l'avanzamento, invece di subire gli eventi. Gli argomenti del corso si sviluppano su tre livelli complementari. Il primo è quello delle conoscenze di contesto, con l'inquadramento della disciplina, l'introduzione dei concetti principali, della terminologia e delle definizioni che costituiscono il linguaggio comune del project management. Il secondo livello riguarda le conoscenze tecniche e metodologiche: il progetto viene analizzato sia nei suoi processi sia nelle variabili che lo caratterizzano (tempi, costi, qualità, risorse) con un'attenzione particolare al concetto di cammino critico e agli indicatori di performance, primo fra tutti l'earned value, che consente di misurare lo stato di avanzamento confrontando il valore realizzato con quanto pianificato. Il terzo livello, spesso il più trascurato e insieme il più decisivo, è quello delle soft skill che un buon project manager deve possedere per gestire il team e la fitta rete di relazioni con gli stakeholder: la capacità di guidare il gruppo di lavoro, di negoziare, di affrontare conflitti e crisi facendo leva su qualità personali e relazionali. L'obiettivo formativo è far acquisire una metodologia che permetta di affrontare in modo sistemico e logicamente ordinato qualsiasi procedura, definendola soprattutto in termini di tempi, costi e qualità. Questa competenza ha oggi un valore particolare nel procurement pubblico, perché il nuovo Codice ha modernizzato la figura di riferimento trasformando il Responsabile Unico del Procedimento in Responsabile Unico di Progetto: un cambiamento di denominazione che riflette un cambiamento di sostanza, ossia l'adozione esplicita della logica di progetto nella gestione degli appalti. La metodologia adottata è rigorosamente applicativa e accompagna i partecipanti nella costruzione di un percorso razionale verso l'obiettivo, a partire dalla scomposizione della procedura in singole attività attraverso la work breakdown structure, l'assegnazione delle risorse necessarie tramite l'organization breakdown structure, l'individuazione della concatenazione logica delle attività con la costruzione del reticolo e l'identificazione del percorso critico, fino alla stima della durata complessiva del progetto. Si tratta di strumenti concreti, che i partecipanti imparano a maneggiare su esempi realistici e che potranno riutilizzare direttamente nella propria attività. La verifica finale è costituita da un questionario di dodici domande a risposta multipla con breve commento, coerente con un approccio che premia la comprensione ragionata dei concetti. Il modulo fornisce così una cassetta degli attrezzi trasversale, utile a leggere come progetti tanto le gare pubbliche quanto i processi d'acquisto privati, e prepara in modo diretto il lavoro di project work che attraversa l'intero Master.

MOD. 5: APPALTI E SUPPLY CHAIN: INNOVAZIONE E SOSTENIBILITA'

Docenti: Prof. Nicola Dimitri, Dott.ssa Valentina Bianchini, Prof. Andrea Appolloni

Il modulo affronta due dimensioni ormai inseparabili dal procurement contemporaneo (l'innovazione e la sostenibilità) leggendole non come adempimenti aggiuntivi, ma come obiettivi strategici che attraversano l'intera catena di fornitura. L'idea di fondo è che l'appalto, pubblico o privato, non serva soltanto ad acquistare beni e servizi al miglior prezzo, ma rappresenti una leva potente per orientare i mercati verso soluzioni più avanzate e più responsabili sul piano ambientale e sociale. Visti i volumi della spesa per acquisti, soprattutto pubblici, il modo in cui essa viene indirizzata produce effetti rilevanti sull'innovazione di sistema, sulla transizione ecologica e sulla qualità delle filiere. Sul piano dei contenuti il corso integra la prospettiva economica con quella gestionale della supply chain. Da un lato si esaminano gli strumenti che consentono di mettere la sostenibilità al centro della procedura: gli acquisti verdi e l'impiego di criteri ambientali nelle gare, la valutazione delle offerte non solo sul prezzo ma sul costo lungo l'intero ciclo di vita, l'inserimento di requisiti sociali e di clausole che promuovono condizioni di lavoro dignitose, fino ai principi dell'economia circolare applicati alle forniture. Dall'altro si affrontano gli appalti orientati all'innovazione, ossia i meccanismi attraverso cui la domanda pubblica e privata può stimolare lo sviluppo di soluzioni nuove, dal coinvolgimento precoce del mercato fino agli strumenti che premiano la ricerca e la sperimentazione. A fare da cornice è la lettura della catena di fornitura nel suo insieme, con l'attenzione alla resilienza, alla tracciabilità e alla gestione del rischio lungo la filiera, temi resi ancora più urgenti dalle tensioni degli ultimi anni sui mercati internazionali. L'obiettivo formativo è duplice: fornire ai partecipanti la capacità di progettare appalti e politiche di acquisto capaci di generare valore non solo economico ma anche ambientale e sociale, e al tempo stesso di utilizzare la leva della domanda per favorire l'innovazione, sapendo bilanciare ambizione degli obiettivi e concreta gestibilità delle procedure. È una competenza sempre più richiesta tanto alle stazioni appaltanti, chiamate a tradurre in pratica obiettivi di sostenibilità sempre più stringenti, quanto alle imprese, che devono presidiare la sostenibilità della propria catena di fornitura. La metodologia, in linea con l'impianto del Master, combina l'inquadramento teorico con l'analisi di casi reali e con il confronto in aula, così da mostrare come i principi di sostenibilità e innovazione si traducano in scelte operative all'interno dei documenti di gara e delle strategie di filiera, e da sollecitare la discussione sui compromessi che ogni scelta comporta. La verifica finale è strutturata in domande a risposta multipla sui programmi dei docenti, in coerenza con un percorso che intende fissare con chiarezza i concetti chiave. Collocato a chiusura del primo semestre, il modulo collega i fondamenti economici e gestionali appresi in precedenza con le grandi sfide di policy che caratterizzano oggi il procurement, e prepara il terreno ai moduli successivi dedicati all'organizzazione delle stazioni appaltanti e agli strumenti strategici di gara.

MOD. 6: ORGANIZZAZIONE DELLE STAZIONI APPALTANTI

Docente: Ing. Gianluca Bandiera

Il modulo entra nel cuore organizzativo dell'acquisto pubblico, mettendo a fuoco le figure e i documenti attraverso cui una stazione appaltante svolge concretamente la propria attività. Il punto di partenza è l'inquadramento dei due ruoli chiave previsti dal Codice (il Responsabile Unico di Progetto e il Direttore dell'esecuzione del contratto) la cui corretta comprensione è indispensabile per orientarsi in un quadro normativo complesso. Da qui il corso adotta una prospettiva originale, osservando la gara d'appalto da tre angolazioni differenti e complementari: quella della stazione appaltante che la bandisce, quella dell'operatore economico che vi partecipa e quella del commissario chiamato a valutare le offerte; un cambio continuo di punto di vista reso possibile dall'analisi di documenti realmente utilizzati in procedure di lavori e di servizi. Gli argomenti seguono questa impostazione concreta. Si analizzano dapprima il Responsabile Unico di Progetto e il Direttore dell'esecuzione, con le competenze richieste, i compiti e le responsabilità di ciascuno alla luce del nuovo Codice dei contratti pubblici e dei suoi allegati; si passa poi agli aspetti operativi della fase di esecuzione, come la disciplina delle varianti, la consegna, la sospensione, l'ultimazione e il contenzioso, con un approfondimento dedicato alla tenuta della contabilità come strumento di monitoraggio della spesa pubblica durante la gestione del contratto. Una parte rilevante è riservata ai documenti di gara letti dalla doppia prospettiva della stazione appaltante (il bando e il disciplinare) e dell'operatore economico, con il documento di gara unico europeo. Il modulo affronta infine la gara dal punto di vista del commissario, illustrando il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa e le modalità di attribuzione dei punteggi, dal metodo aggregativo compensatore al confronto a coppie, con alcuni cenni all'analisi multicriteria e a quella costi-benefici. L'obiettivo formativo è fornire una conoscenza operativa delle procedure di una stazione appaltante che si occupa principalmente di lavori pubblici e servizi di ingegneria, mostrando come le disposizioni del Codice si traducano concretamente nella documentazione di gara e mettendo a disposizione strumenti utili anche per la gestione del contratto nella delicata fase di esecuzione. È una competenza che colma la distanza, spesso ampia, fra il dettato normativo e la sua applicazione pratica, e che risulta preziosa sia per chi opera dentro le amministrazioni sia per chi le affianca come consulente o fornitore. La metodologia è costruita attorno all'analisi di casi studio relativi ad appalti di importo significativo, sia di lavori sia di servizi, effettivamente esperiti da una stazione appaltante: un'impostazione che punta a fornire indicazioni immediatamente spendibili per la redazione dei documenti di gara, imparando dagli esempi reali e dagli errori da evitare. La verifica finale consiste in un questionario di dodici domande a risposta multipla con breve commento. Il modulo si salda così con quello dedicato alla normativa, traducendone i principi in prassi organizzativa, e prepara l'approfondimento successivo sulla gestione del contratto in fase esecutiva.

MOD. 7: ANALISI DI MERCATO, STRATEGIE DI ACQUISTO E RELAZIONI CON I FORNITORI

Docenti: Prof.ssa Annalisa Giachi, Dott. Federico Maffezzini

Il modulo parte da una constatazione tanto semplice quanto spesso disattesa: non è possibile costruire una buona strategia di gara senza una conoscenza approfondita, sistematica e dinamica dei mercati di fornitura. Raggiungere gli obiettivi di qualità, servizio e costo che un'amministrazione o un'impresa si prefigge richiede infatti di comprendere come funzionano la domanda e l'offerta nel settore in cui si acquista. È questo il compito del marketing d'acquisto, disciplina che il corso pone al centro e che insegna a leggere le dinamiche di mercato per progettare e attuare le strategie d'acquisto più efficaci. A questa prospettiva il modulo affianca un'analisi dell'evoluzione del mercato degli appalti vista dal lato delle stazioni appaltanti, considerando sia il peso economico degli acquisti pubblici sia i processi di qualificazione e professionalizzazione dei buyer pubblici, e introduce il tema, spesso trascurato, della trasparenza e della comunicazione pubblica applicata agli appalti. Gli argomenti si sviluppano coerentemente lungo questi tre filoni. Il primo riguarda l'analisi di mercato e il marketing d'acquisto, con lo studio dell'ambiente di fornitura e la definizione e attuazione delle strategie d'acquisto. Il secondo affronta il mercato degli appalti pubblici, esaminando quanto e che cosa comprano le stazioni appaltanti, i meccanismi della loro qualificazione, il profilo professionale del buyer pubblico e la mappatura delle relative competenze, oltre alle prospettive di semplificazione e alla digitalizzazione delle procedure. Il terzo filone è dedicato alla comunicazione della spesa pubblica: perché comunicarla, i principi dell'open government, la costruzione di un piano di comunicazione e i relativi strumenti, il tutto accompagnato da casi studio ed esercitazioni. L'obiettivo formativo è triplice e ben definito: fornire strumenti e metodologie per predisporre un'analisi economica dei mercati, sia sul versante della domanda sia su quello dell'offerta, e per guidare di conseguenza lo sviluppo delle strategie d'acquisto in ambito pubblico e privato; approfondire il ruolo, le caratteristiche e le dinamiche evolutive delle stazioni appaltanti anche alla luce delle riforme in corso; e mettere in grado i partecipanti di comunicare ai cittadini e agli stakeholder i risultati dei progetti realizzati attraverso gli appalti pubblici. Ne emerge una figura di professionista capace di leggere il mercato con occhio analitico, di tradurre quell'analisi in scelte d'acquisto consapevoli e di rendere conto in modo trasparente dell'impiego delle risorse. La metodologia alterna momenti di lezione frontale a discussioni in aula a partire da una serie di casi studio, e prevede un'esercitazione su uno strumento di business intelligence applicato al mercato degli appalti pubblici, un'occasione concreta per imparare a interrogare i dati e a ricavarne indicazioni operative. Il modulo collega gli strumenti economici di base alle scelte strategiche di gara, anticipando l'approfondimento successivo sugli strumenti più propriamente economici della progettazione di una procedura.

MOD. 8: STRUMENTI STRATEGICI PER PROCEDURE DI ACQUISTO

Docente: Prof. Nicola Dimitri

Il modulo affronta gli aspetti economici della progettazione di una gara, partendo da un principio spesso trascurato: per ottenere davvero l'offerta economicamente più vantaggiosa, nella fase di disegno di una procedura occorre tenere conto di una molteplicità di elementi di natura economica. Quando questi elementi non ricevono la dovuta attenzione, l'esito di un appalto può rivelarsi insoddisfacente, sia sul piano finanziario sia su quello qualitativo. Il corso si propone quindi di portare in aula i temi economici di maggior rilievo per il successo degli acquisti, mostrando come scelte apparentemente tecniche nella struttura di una gara producano conseguenze importanti sui risultati. Gli argomenti affrontano alcune delle decisioni cruciali che il progettista di una procedura deve compiere. Si discutono i vantaggi e gli svantaggi della centralizzazione degli appalti, ossia la scelta fra aggregare la domanda e mantenerla distribuita; la differenza fra contratti a prezzo fisso e contratti a rimborso dei costi, con le diverse ripartizioni del rischio che ne derivano; la scelta fra procedure negoziate e gare competitive; il confronto fra gare a busta chiusa e meccanismi dinamici, e fra la regola del prezzo più basso e quella del secondo prezzo più basso. Si analizzano inoltre la numerosità e la dimensione dei lotti in cui suddividere un appalto e le formule di aggiudicazione utilizzate per individuare l'offerta economicamente più vantaggiosa, con l'attenzione agli effetti che ciascuna formula produce sul comportamento dei concorrenti. L'esposizione alterna costantemente teoria ed esempi, in modo da rendere tangibili concetti che altrimenti rischierebbero di restare astratti. L'obiettivo formativo principale è introdurre nel bagaglio dei partecipanti i fondamenti economici necessari al successo degli appalti. Si tratta, come sottolinea l'impostazione del corso, di un numero contenuto di concetti chiave: una volta acquisiti e una volta operativi nelle attività di acquisto, i partecipanti saranno in grado di verificare con relativa rapidità se un bando soddisfa o meno i requisiti economici fondamentali, riconoscendo i punti di forza e le criticità del disegno di una gara. È una competenza che dà profondità all'analisi giuridica appresa altrove, perché aiuta a capire non solo se una procedura è conforme alle regole, ma anche se è economicamente ben costruita. La metodologia è quella della lezione frontale a forte contenuto interattivo: ai partecipanti viene chiesto di condividere opinioni ed esperienze, così da arricchire il materiale trattato con i casi concreti portati dall'aula. Coerentemente, la verifica finale è basata su un test scritto a risposta multipla in cui ogni scelta deve essere accompagnata da una breve spiegazione che la motivi, premiando la comprensione ragionata più della memorizzazione. Il modulo fornisce così la cassetta degli attrezzi economica del progettista di gare, completando sul versante quantitativo i moduli dedicati alla normativa, all'organizzazione delle stazioni appaltanti e all'analisi di mercato.

MOD. 9: CONTRACT MANAGEMENT

Docenti: Avv. Enrico Di Ienno, Ing. Daniela Chiappini

Il modulo è dedicato alla fase dell'esecuzione dell'appalto, quella che comincia subito dopo l'aggiudicazione e accompagna il contratto fino al suo completamento. È una fase spesso sottovalutata rispetto alla gara, ma è proprio qui che il valore atteso da un appalto si realizza o si disperde: il corso ne ricostruisce sia il normale defluire sia, soprattutto, gli aspetti di criticità e di modifica del contratto, con i necessari cenni ai profili processuali. Accanto alla prospettiva degli appalti pubblici, il modulo introduce (con l'intervento dedicato ai contratti fra imprese) la dimensione della contrattualistica privata, focalizzandosi sulla struttura e sui contenuti dei contratti quadro e di durata e, in particolare, sui contratti ad autoregolamentazione. Gli argomenti coprono l'intero arco della vita contrattuale. Inizialmente si affronta il passaggio dall’ aggiudicazione al contratto. Si passa poi, con la proposta di aggiudicazione, ad i controlli ed alle verifiche. Successivamente si affrontano: lo stand still, le comunicazioni e i cenni al contenzioso e alla sua tempistica rispetto all'avvio dell'esecuzione; si prosegue con la natura e la struttura del contratto, le garanzie e le novità in materia di subappalto, compreso il cosiddetto subappalto a cascata. Una parte centrale riguarda le vicende che possono interessare il contratto in corso d'opera: le modifiche ammesse, la revisione del prezzo, le varianti, le modifiche soggettive, le proroghe (anche tecniche), il rinnovo e la rinegoziazione. Si affrontano poi le cosiddette vicende patologiche, come la sospensione, il recesso, la risoluzione e le penali, insieme agli istituti delle riserve e degli accordi bonari e ai rimedi alternativi alla giurisdizione, dal collegio consultivo tecnico alla transazione e all'arbitrato, fino ai mezzi di tutela. L'ultima parte, dedicata ai contratti d'impresa, collega il tema all'evoluzione del commercio internazionale e alla complessità dei rapporti di fornitura, richiama la matrice di Kraljic per posizionare le forniture e calibrare di conseguenza le clausole, e si chiude con l'analisi di contratti complessi e internazionali e con un caso studio su una piattaforma telematica, ricco di indicazioni sugli errori da non commettere. L'obiettivo formativo, perseguito attraverso un'ampia esemplificazione, è far comprendere la necessità di disciplinare in modo adeguato i diritti e le obbligazioni delle parti e di prevedere ogni possibile evento capace di pregiudicare gli obiettivi contrattuali, definendo in anticipo i rimedi attivabili nei casi di inesatto adempimento o inadempimento. La metodologia combina la presentazione degli argomenti con esemplificazioni e con un dibattito vivace sulla ragion d'essere delle singole clausole e sulla loro strutturazione come strumento di mitigazione dei rischi per la committenza. Un modo per far maturare nei partecipanti un'attitudine critica verso il contratto, letto come strumento di gestione e non come mero adempimento formale. Il modulo completa, sul versante esecutivo e contrattuale, il percorso giuridico aperto dai moduli sulla normativa e sull'organizzazione delle stazioni appaltanti.

MOD. 10: ETICA E ANTICORRUZIONE

Docenti: Prof. Emiliano Di Carlo, Prof. Gustavo Piga

Il modulo affronta un tema che il Master considera fondante e non accessorio: l'integrità nella gestione degli acquisti. Il procurement, per la quantità di risorse che movimenta e per la discrezionalità che inevitabilmente accompagna molte decisioni, è una delle aree più esposte al rischio di corruzione e di cattiva amministrazione; comprenderne le dinamiche e disporre degli strumenti per prevenirle è quindi parte integrante della professionalità di chi opera in questo campo. Il corso intreccia due prospettive complementari, quella dell'etica d'impresa e dell'economia pubblica, per mostrare come la corruzione non sia soltanto un problema morale o giudiziario, ma anche un vero e proprio fallimento del procurement, capace di tradursi in maggiori costi, minore qualità e perdita di fiducia. Gli argomenti muovono dai concetti di base dell'etica applicata alle organizzazioni e alle scelte di acquisto, per poi affrontare il fenomeno corruttivo nelle sue diverse manifestazioni lungo il ciclo dell'appalto, dalla definizione del fabbisogno alla selezione del contraente, fino all'esecuzione del contratto. Trovano spazio i temi del conflitto di interessi e della sua gestione, della trasparenza come presidio di legalità, degli strumenti di prevenzione previsti dall'ordinamento (dai piani per la prevenzione della corruzione ai codici di comportamento, dai patti di integrità alle tutele per chi segnala illeciti) e del ruolo delle autorità di vigilanza nel sistema dei controlli. Sul versante economico, si analizzano le cause e i meccanismi che rendono possibile la corruzione negli appalti e le contromisure che il disegno delle procedure può mettere in campo per ridurne lo spazio. L'obiettivo formativo è duplice: da un lato sviluppare nei partecipanti una solida consapevolezza etica e la capacità di riconoscere le situazioni a rischio, dall'altro fornire strumenti concreti di prevenzione e di promozione dell'integrità, così da poter contribuire a costruire amministrazioni e imprese più trasparenti ed efficienti. La metodologia, in linea con gli altri moduli, combina l'inquadramento concettuale con l'analisi di casi e con la discussione in aula, valorizzando il confronto fra le esperienze dei partecipanti e stimolando una riflessione critica sulle scelte concrete che ciascuno è chiamato a compiere nel proprio contesto professionale. Collocato nella seconda parte del percorso, il modulo fornisce la dimensione valoriale e di legalità che attraversa, in filigrana, tutti gli altri insegnamenti, dalla progettazione delle gare alla gestione dei contratti.

MOD. 11: DIGITAL-PROCUREMENT

Docenti: Dott.ssa Laura Carpineti, Dott. Francesco Buresti

Il modulo approfondisce la trasformazione digitale del procurement e l’evoluzione del ruolo del buyer in un contesto nel quale la tecnologia non rappresenta più un’opzione, ma una condizione strutturale dell’attività di acquisto, in particolare nel settore pubblico. Il nuovo Codice dei contratti pubblici ha infatti elevato la digitalizzazione a principio generale, prevedendo la gestione dell’intero ciclo di vita dell’appalto mediante piattaforme telematiche, banche dati interoperabili e strumenti di verifica digitale. In questo scenario, conoscere l’architettura del procurement digitale, comprenderne le logiche economiche, organizzative e giuridiche, nonché saper utilizzare i principali strumenti disponibili, costituisce una competenza indispensabile per chi opera nelle stazioni appaltanti o si relaziona con esse. Il corso accompagna i partecipanti nell’analisi della digitalizzazione del ciclo dell’appalto: dalla programmazione alla progettazione della gara, dalla gestione delle procedure di affidamento fino all’esecuzione del contratto. Verranno esaminati i mercati elettronici e le piattaforme di acquisto della pubblica amministrazione, le piattaforme di approvvigionamento digitale certificate, le banche dati nazionali, i servizi per la verifica telematica dei requisiti degli operatori economici e i meccanismi di interoperabilità che consentono la circolazione sicura e tracciabile delle informazioni. Particolare attenzione sarà dedicata alla qualità, alla gestione e alla protezione dei dati, alla trasparenza delle procedure e alle conseguenze che l’adozione di strumenti digitali produce sull’organizzazione del lavoro, sui ruoli professionali e sulle competenze richieste ai responsabili degli acquisti. All’interno di questo processo di evoluzione, il modulo affronta anche le prospettive aperte dall’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo sempre più rilevante sulle decisioni di acquisto, sull’analisi dei dati, sulla gestione documentale, sul monitoraggio delle procedure e sull’individuazione dei rischi. Se la digitalizzazione ha già consentito di aumentare efficienza, trasparenza ed efficacia dei processi, l’IA può determinare una trasformazione ancora più profonda; tuttavia, la sua adozione resta disomogenea e la Pubblica Amministrazione è chiamata a colmare rapidamente il divario organizzativo, tecnologico e di competenze che ancora ne limita l’impiego. L’obiettivo formativo è quindi fornire ai partecipanti una comprensione concreta dei principali strumenti di IA e stimolare una riflessione critica sulla loro applicabilità nel procurement. A partire dalle fasi del processo di acquisto, la classe analizzerà le possibili applicazioni delle diverse tecnologie, valutandone benefici, limiti, implicazioni procedurali e impatti organizzativi. Una specifica attenzione sarà riservata alle competenze che il buyer dovrà sviluppare per mantenere un ruolo strategico in organizzazioni nelle quali una quota crescente delle attività operative sarà gestita direttamente dalla tecnologia: capacità di lettura e interpretazione dei dati, valutazione critica degli output automatizzati, governo dei processi digitali, presidio della conformità e gestione del rischio. Quest’ultimo tema sarà affrontato attraverso approfondimenti teorici e casi pratici, così da mostrare come l’innovazione possa migliorare le decisioni solo se accompagnata da adeguati sistemi di controllo, responsabilità e supervisione umana. La metodologia, coerente con l’impianto del Master, integra l’inquadramento concettuale con dimostrazioni operative, discussioni interattive e analisi di casi. Collocato nella parte conclusiva del percorso, il modulo collega la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale ai temi dell’organizzazione delle stazioni appaltanti, dell’analisi di mercato e degli strumenti strategici di gara, offrendo una visione aggiornata del procurement come funzione sempre più data-driven, tecnologica e orientata alla gestione consapevole del rischio.

MOD. 12: PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Docenti: Prof.ssa Biancamaria Raganelli, Dott. Gabriele Ferrante

Il modulo è dedicato al partenariato pubblico-privato, una nozione che, in senso ampio, abbraccia tutte le forme di cooperazione fra autorità pubbliche e imprese private finalizzate al finanziamento, alla costruzione, al rinnovamento, alla gestione o alla manutenzione di un'infrastruttura, oppure alla fornitura di un servizio. Il corso offre una visione approfondita del partenariato e del project finance, con particolare attenzione agli aspetti finanziari, presentandoli come modelli alternativi di finanziamento delle opere pubbliche e di gestione dei servizi connessi. È un tema che ha acquisito rinnovato interesse a fronte della generale contrazione degli investimenti pubblici, della scarsità di risorse e della talvolta insufficiente disponibilità, in capo alle amministrazioni, delle competenze tecniche necessarie a realizzare e gestire opere e servizi di pubblica utilità; ed è un tema spiccatamente interdisciplinare, che coinvolge competenze e interessi diversi e continua a sollevare questioni di rilievo. Gli argomenti si articolano lungo due assi, quello giuridico-procedurale e quello economico-finanziario. Sul primo versante si esaminano la cornice regolamentare europea e nazionale, i principali modelli (dalle concessioni alla finanza di progetto, fino al partenariato di tipo istituzionalizzato), le procedure di selezione del partner privato e la definizione dei modelli contrattuali, con l'analisi degli interessi in gioco, delle possibili distorsioni e del sistema di incentivi e sanzioni che li governa, il tutto accompagnato da casi pratici. Sul secondo versante si affrontano i principi fondamentali del partenariato e del project finance, la strutturazione finanziaria dei progetti infrastrutturali, la valutazione degli investimenti e l'analisi dei flussi di cassa, l'identificazione e la gestione dei rischi finanziari, in un percorso che culmina in un business game di simulazione. Il valore aggiunto di questi modelli, come il corso mette in evidenza, risiede nella possibilità di limitare l'impiego di risorse finanziarie dell'amministrazione, di razionalizzare l'identificazione degli investimenti, di ottenere maggiore certezza su costi e tempi, di ottimizzare la gestione delle attività coinvolgendo soggetti specializzati e di ripartire i rischi in modo più adeguato. L'obiettivo formativo è offrire ai partecipanti una disamina completa dei modelli di partenariato contrattuale e istituzionalizzato e del loro contesto giuridico, mettendoli in grado di comprendere i modelli di finanziamento, di sviluppare competenze nella valutazione economico-finanziaria dei progetti, di padroneggiare gli strumenti per la gestione del rischio e di approfondire le buone pratiche attraverso l'analisi di casi. La metodologia prevede l'alternanza di didattica frontale ed esercitazioni su casi pratici, che coinvolgono i discenti nell'analisi delle questioni, nell'interpretazione delle fattispecie e nella definizione delle possibili soluzioni fino alla costruzione di veri e propri case studies, secondo un approccio interattivo sostenuto da materiali aggiornati e riferimenti normativi. Il modulo amplia così il perimetro del Master oltre l'appalto tradizionale, mostrando come pubblico e privato possano collaborare alla realizzazione di infrastrutture e servizi di interesse collettivo.

MOD. 13: IL CICLO DI VITA AMMINISTRATIVO DEGLI APPALTI PUBBLICI

Docente: Avv. Melandro

Il modulo affronta tre temi strettamente collegati che riguardano le alternative all'appalto tradizionale e la tutela giurisdizionale in materia di contratti pubblici: gli affidamenti in house, le società a partecipazione mista pubblico-privata e il contenzioso. Il filo conduttore è la domanda, ricorrente in ogni amministrazione, su come procurarsi beni, servizi e lavori: rivolgendosi al mercato attraverso una gara, producendo internamente tramite un soggetto controllato, oppure costruendo una collaborazione strutturata con un partner privato. Ciascuna di queste opzioni risponde a logiche e a vincoli propri, e una scelta consapevole presuppone la conoscenza delle condizioni che la rendono legittima e delle conseguenze che ne derivano. Gli argomenti muovono dall'affidamento in house, illustrandone i presupposti previsti dal Codice (in primo luogo il requisito del cosiddetto controllo analogo, l'iscrizione negli appositi elenchi e l'onere di motivare la scelta di non ricorrere al mercato) e le ragioni che possono giustificarlo o sconsigliarlo. Si passa quindi alle società a partecipazione mista pubblico-privata, esaminando il modello del partner privato selezionato con gara, il quadro del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica e le questioni di governance che questi assetti pongono. L'ultima parte è dedicata al contenzioso negli appalti, con l'analisi del rito processuale speciale che caratterizza la materia, dei rimedi giurisdizionali davanti al giudice amministrativo e degli strumenti di tutela, accanto agli istituti di risoluzione delle controversie alternativi alla giurisdizione e ai meccanismi di prevenzione del contenzioso. L'obiettivo formativo è fornire ai partecipanti gli strumenti per orientarsi tra le diverse modalità di approvvigionamento e di organizzazione dei servizi, valutando in quali condizioni l'in house o la società mista costituiscano alternative legittime e convenienti rispetto alla gara, e per comprendere come si sviluppa e come si affronta una controversia in materia di appalti. È una competenza particolarmente utile per chi opera in amministrazioni che gestiscono servizi pubblici o partecipano a società, ma anche per gli operatori economici e i professionisti che si confrontano con questi modelli e con i relativi rischi di contenzioso. La metodologia, coerente con l'impianto del Master, affianca l'inquadramento normativo all'analisi di casi e di pronunce giurisprudenziali, così da mostrare come i principi trovino applicazione nelle vicende concrete e da stimolare la discussione sulle scelte effettivamente compiute dalle amministrazioni. La verifica finale è costituita da quattro domande aperte sulle lezioni del docente, una modalità che valorizza la capacità di argomentare in modo articolato su questioni complesse. Collocato nella fase conclusiva del percorso, il modulo completa il quadro giuridico del Master affrontando le forme di approvvigionamento e di organizzazione che si pongono ai confini dell'appalto tradizionale e la dimensione, sempre presente, della tutela.

MOD. 14: SALES MANAGEMENT

Docenti: Ing. Sergio Benetti, Ing. Zanatta

Il modulo chiude il percorso adottando un punto di vista complementare rispetto a quello prevalente negli altri insegnamenti: non più quello di chi acquista, ma quello di chi vende. L'obiettivo dichiarato è fornire ai partecipanti nozioni sulle teorie e sulle pratiche dei processi e delle tecniche di vendita finalizzate a partecipare e a vincere i bandi di gara, così da permettere alle imprese di raggiungere gli obiettivi di business che si sono prefisse. È una prospettiva preziosa proprio all'interno di un Master sul procurement, perché conoscere le logiche e le leve dell'operatore economico rende più consapevole anche chi siede dall'altra parte del tavolo, nelle stazioni appaltanti, e arricchisce di realismo la comprensione complessiva del mercato degli appalti. Sul piano dei contenuti, il modulo accompagna i partecipanti lungo il processo che porta un'impresa dalla decisione di partecipare a una gara fino all'aggiudicazione e alla gestione del rapporto con il cliente pubblico. Si affrontano l'analisi del bando e la valutazione di convenienza e di fattibilità della partecipazione, la costruzione di una proposta di valore capace di rispondere ai criteri di aggiudicazione, la definizione della strategia di offerta nelle sue componenti tecnica ed economica e la determinazione di un prezzo competitivo che resti sostenibile per l'impresa. Trovano spazio i temi della gestione del processo di vendita verso il settore pubblico, del coordinamento fra le diverse funzioni aziendali coinvolte nella preparazione di un'offerta e della relazione con il cliente dopo l'aggiudicazione, in una logica che guarda non alla singola gara ma alla continuità del rapporto e al posizionamento dell'impresa sul mercato. L'obiettivo formativo è sviluppare nei partecipanti la capacità di affrontare in modo strutturato e professionale la partecipazione alle gare, dotandoli di un metodo per leggere le opportunità, costruire offerte efficaci e competere con consapevolezza; e, allo stesso tempo, di restituire a chi opera nel settore pubblico una comprensione più profonda di come ragiona e si organizza l'operatore economico. La metodologia è dichiaratamente applicativa e collaborativa: i partecipanti sono chiamati a mettere in pratica, attraverso un lavoro di gruppo, le conoscenze acquisite, operando sotto la guida di imprenditori e di sales manager che portano in aula l'esperienza diretta del mercato. È una scelta coerente con l'impianto complessivo del Master, che privilegia l'apprendimento esperienziale e il confronto con i professionisti, e che in questo modulo trova una sintesi tra competenze gestionali, capacità negoziali e conoscenza delle regole di gara maturate lungo l'intero percorso. La verifica si fonda sul lavoro di gruppo sviluppato durante il modulo. Collocato in chiusura, il corso rilegge dal lato dell'offerta tutto ciò che il Master ha costruito dal lato della domanda, offrendo ai partecipanti una visione a trecentosessanta gradi del sistema degli appalti.